Un piatto come tanti, una passione come ce ne sono milioni ...
ma quale sapore ha questa nostra particolarità? Pensando a questo si va avanti...
Si elabora, si continua a ridurre ai minimi termini ogni entusiasmo nell'estenuante autocritica volta alla ricerca della più umile capacità. La capacità di disegnare, sia nella mente che negli occhi, sia nella gola che nel cuore di qualcuno..

Rappresentare, da sempre, quello che si è. E se per molti è la musica, per noi è anche pane, foglie, rumore di padelle e pesce da spinare, pesce che ti taglia con le branchie ancora intrise di sabbia.
Musica come colonna sonora di un percorso molto fisico e materiale, che a volte ti lascia le mani macchiate di sangue o di terra, ma che grazie a questo ti eleva in alto, dove nessuno che nn fa il tuo mestiere potrà mai arrivare.
Come mai si potrà stringere fra le mani quella vibra che un artigiano sente sulla pelle quando crea d'impulso un oggetto sognato la notte prima, si trattasse anche di una semplice scarpa.
Questa vibra è propria di ognuno.
E' molto privata e nascosta.

Difficilmente qualcuno ne parlerà spiegandone ogni sfaccettatura.
E non si tratta di qualcuno restìo a rivelare ogni ingrediente della ricetta..
la differenza sta nell'esperienza.
Quell' ingrediente che cambia da un uomo all'altro, e che rende ogni ricetta non riproducibile.
Per questo per imparare alcune cose molte persone preferiscono il contatto coi maestri, per osservane il modo di vivere, dal quale scaturiscono certi pensieri, pensieri che hanno generato opere d'arte..
Non so come siamo arrivati a questo punto, l'ho dimenticato.
Ma forse non ha importanza, quello che serve sempre è cercare di spiegare ogni giorno un po' di noi, in modo che salendo sul palco a cucinare, possiamo sperare di vedervi capire in che modo siamo arriavati a questo.

Con amore, con odio, con pazienza.
E non è un punto d'arrivo, troppa pazienza ci vorrà ancora.
GASTRONAUTS
Prima di essere un concetto e idea artistica, Food sound system era prassi. Più precisamente, Food sound system era la prassi del non fare assolutamente nulla, se non ascoltare musica su una spiaggia bevendo birrette rinfrescanti e consumando la pizza barese con i pomodori schiattariciati sopra e un pò di origano. Il problema è nato al momento della concettualizzazione e della scrittura dell'elegia al pragmatismo del fancazzista indefesso. Nel senso che un bel giorno mi sono accorto che per parlare di musica, utilizzavo metafore gastronomiche, che tragicamente diventavano poi pagina stampata. Visto che l'assonanza pare essere inusuale, provo a spiegarne la genesi.
Antipasto: Tartara di tonno e LonDon Pasta Calling e grillo bianco di Sicilia
Secondo piatto: Dark side of the food, Casino Royale e Gastronauts
Questa ricetta vi è offerta dai miei cari amici Gastronauts, cuochi raffinati dal cuore hip hop. Dopo averli visti all'opera nella loro cucina in live, gli ho chiesto di far parte del mio nuovo spettacolo, Dark side of the food. E' stato concepito all'Hub lab di Napoli con l'ausilio di una serie di musicisti provenienti da diverse esperienze, Alif Tree che ha pubblicato French cuisine per
Capesante gratinate al forno:
Ingredienti: sei capesante, sale grosso, pan grattato, prezzemolo e erbe aromatiche, pepe.
Mescolate bene il pangrattato con molto prezzemolo tritato, sale, pepe macinato ed altre erbe aromatiche a piacere. Adagiante le capesante ..fresche .. in un vassoio o una placca da forno su una montagnetta di sale, per non farle muovere. Versate in ognuna un cucchiaio raso di olio di semi e aggiungete due dita della panatura da posare sulla polpa della capasanta. Fate attenzione a non mettere troppo pangrattato sul guscio che circonda la pola, si brucerebbe! Cottura: 10 minuti a 180 gradi a forno ventilato

Ecco Marilia mentre gira una parte del video promo, registrato all' HUB LAB di Napoli nel mese di febbraio.

Sul nuovo numero del GAMBERO ROSSO, un articolo su chi ha fatto del mondo gastronomico (nei suoi più svariati aspetti) la sua nuova professione. Anche se Daniele è tuttora ANCHE un economista =).